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Alcune persone hanno già dovuto rispondere di omissione di soccorso. Al contrario, in Svizzera nessun cosiddetto soccorritore laico, compresi i sanitari aziendali, è mai stato ritenuto responsabile per avere prestato aiuto in modo sbagliato. Quanto è giustificato il timore di aggravare la situazione prestando i primi soccorsi?
Naturalmente un infortunio sul lavoro o un’emergenza medica possono causare shock e paura in chi si trova ad affrontarli prestando i primi soccorsi. Naturalmente si può rimanere paralizzati e ci sono persone che alla sola vista del sangue diventano loro stesse un’emergenza. Esistono però anche persone che potrebbero prestare aiuto ma temono di fare qualcosa di sbagliato. Molti pensano subito al Codice Penale, che all’articolo 125 recita: «Chiunque per negligenza cagiona un danno al corpo o alla salute d’una persona è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Se la lesione è grave, il colpevole è perseguito d’ufficio.»
E così vi dite: basta non fare nulla di sbagliato. Ma non fare nulla è ancora peggio. La prima cosa che si può e si deve sempre fare è allertare il sanitario aziendale o chiedere l’intervento del servizio di soccorso. Poi, a seconda della situazione, si può cercare di rianimare, arrestare una forte emorragia, applicare un bendaggio compressivo, raffreddare le ustioni, tranquillizzare il paziente, riscaldarlo e monitorarne la respirazione. Nei dieci-quindici minuti che mediamente occorre al servizio di emergenza in Svizzera per arrivare sul posto e intervenire in modo professionale, si può fare molto.
La giurisprudenza sostiene questa posizione. L’articolo 128 del Codice Penale recita infatti: «Chiunque omette di prestare soccorso a una persona da lui ferita o in imminente pericolo di morte, ancorché, secondo le circostanze, lo si potesse da lui ragionevolmente esigere, chiunque impedisce ad un terzo di prestare soccorso o lo ostacola nell’adempimento di tale dovere, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.»
Non è prevista nessuna responsabilità civile per i sanitari aziendali o gli addetti al primo soccorso se hanno cercato di fare del loro meglio nell’ambito delle loro possibilità e non hanno preso alla leggera la decisione di intervenire nonostante la mancanza di formazione e di ausili disponibili. Per quanto riguarda la responsabilità penale, potrebbero essere considerate le lesioni personali colpose e, al massimo, l’omicidio colposo. Nel quadro di un intervento di pronto soccorso, spesso si devono compiere azioni che potrebbero configurarsi come un’aggressione o lesioni personali semplici. Tuttavia, qualora tali azioni siano necessarie come misure di soccorso d’emergenza, non possono essere considerate atti illeciti. Nell’interesse della protezione di un bene giuridico superiore – in caso di emergenza: la vita e la salute – tali azioni non sono solo permesse, ma sono addirittura un obbligo!