Infortuni da elettricità: quando si è vittima di folgorazione
Cosa accade realmente all’organismo quando si subisce uno shock elettrico? E in che modo si può prestare aiuto?
L’elettricità è invisibile, silenziosa, inodore – e pericolosa. Il rischio di perdere la vita in un infortunio causato dall’elettricità è significativamente più elevato rispetto ad altri tipi di incidenti. Ogni anno l’Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI) segnala circa 500 infortuni elettrici. Quasi tutti sono infortuni professionali e nove su dieci si verificano nell’ambiente a bassa tensione, spesso sottovalutato.
La gravità delle lesioni in un infortunio elettrico dipende dall’amperaggio e dalla durata dell’esposizione. L’amperaggio viene calcolato in base alla tensione e alla resistenza di contatto. Quest’ultima dipende dal tipo di superficie di contatto (indumenti, spessore o umidità della pelle) e dalla conduttività del substrato. Ciò comporta grandi differenze a parità di scarica: la scarica elettrostatica di un tappeto è innocua nonostante i 30.000 volt, mentre un dispositivo ad alta tensione a 30.000 volt costituisce un pericolo mortale per chiunque vi si avvicini. 50 volt possono essere sufficienti a provocare il passaggio di una corrente di 50 milliampere, potenzialmente letale. Ma anche correnti inferiori possono essere fatali. A partire da dieci milliampere – il cosiddetto limite di rilascio – la vittima non riesce a liberarsi dal conduttore a causa delle contrazioni muscolari innescate dalla corrente elettrica. Ciò prolunga la durata dell’esposizione e aumenta la gravità delle lesioni.
A complicare ulteriormente le cose accade poi che le lesioni da elettricità non sono immediatamente percepibili. Di solito, subito dopo l’infortunio elettrico la vittima può manifestare accelerazione cardiaca, dispnea, palpitazioni o sensazione di costrizione toracica. Ma non sempre accade. Talvolta non si avverte nulla. Tuttavia, l’equilibrio elettrolitico può alterarsi e la trasmissione degli impulsi cardiaci diventa più instabile. Questa situazione può durare per diverse ore. Improvvisamente il battito cardiaco diventa irregolare, oppure si manifesta una fibrillazione o addirittura un arresto cardiaco.