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Forse vi sentite storditi oppure avete preso la scossa. In ogni caso, se pensate che gli infortuni professionali riguardino soltanto cadute o folgorazioni, vi sbagliate di grosso.
Quando si parla delle emergenze mediche e degli infortuni professionali più frequenti, occorre innanzitutto distinguere tra le due categorie. Un’emergenza medica, infatti, non coincide necessariamente con un infortunio. Garantire la migliore qualità possibile dei primi soccorsi rappresenta però un primo fattore cruciale nella catena di salvataggio in entrambe le categorie: ecco perché gli addetti alla sicurezza e i sanitari aziendali devono essere adeguatamente formati e preparati a prestare le cure iniziali in tutti questi casi.
Le elencano le emergenze mediche più frequenti e che richiedono la massima tempestività di intervento, definite in relazione alla popolazione totale e indipendentemente dal fatto che si verifichino o meno durante l’orario di lavoro. Top Ten delle emergenze: arresto cardiocircolatorio, infarto, ictus, lesione della colonna vertebrale, forte emorragia interna/esterna, crisi convulsiva, ostruzione delle vie respiratorie/difficoltà respiratorie, grave disturbo circolatorio/perdita di coscienza, gravi lesioni della pelle/delle mucose (causticazioni, ustioni) e situazioni di emergenza psichica.
Quando si parla di infortuni sul lavoro, le rappresentano un valido ausilio. Nel 2016, gli assicuratori LAINF hanno registrato 266.000 infortuni professionali in Svizzera. Si riportano di seguito i tre infortuni professionali più frequenti:
Le tre categorie sopra citate rappresentano quindi oltre il 70% di tutti gli infortuni sul lavoro e queste cifre sono rimaste costanti negli ultimi dieci anni. Tuttavia, le categorie di infortuni più frequenti non sono necessariamente quelle che comportano i costi più elevati. Anche la gravità dei casi riveste un ruolo importante in questo calcolo: gli infortuni causati da scivolamenti di varia natura rappresentano circa il 40% dei costi. Sebbene le cadute riguardino soltanto il 5% delle vittime, sono la seconda categoria di infortuni più costosa, pari al 22% di tutti i costi. Nel computo dei costi, gli infortuni dovuti alla caduta di oggetti rappresentano il 18%, mentre gli infortuni in cui la vittima è stata colpita da un oggetto sono pari al 16%.